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«AD CHRISTI SIMILITUDINEM». Ignazio di Loyola e i primi gesuiti tra eresia e ortodossia
Gli studi qui riuniti sono rivolti a indagare alcuni aspetti di un complesso problema storico, quello della nascita e dell’affermazione della Compagnia di Gesù. Infatti, numerose domande restano ancora aperte, pur a fronte di un’ampia letteratura, intorno alle origini dei gesuiti e alla loro controversa identità, domande che possono trovare credibili ipotesi di risposta soltanto se collocate nel contesto della crisi religiosa del Cinquecento, europea (è ben noto, a questo proposito, che l’esperienza religiosa e politica di Ignazio di Loyola affondò le sue radici nella Spagna erasmiana ricostruita da Marcel Bataillon e segnata dall’eresia degli alumbrados così come dalla prima diffusione del pensiero di Lutero, e si completò nella Francia di Francesco I Valois) e specificamente italiana. La penisola, infatti, tra gli anni trenta e settanta del XVI secolo fu percorsa da un multiforme sperimentalismo religioso così come da correnti eterodosse e movimenti ereticali che, se per un verso traevano spunti e argomenti dal pensiero di Erasmo, Lutero, Zwingli, Butzer, Calvino, per un altro verso rielaboravano quegli stessi presupposti in forme nuove, spesso muovendo da premesse che poco avevano a che vedere – come nel caso di Juan de Valdés – con le elaborazioni teologiche della Riforma, mentre la nascita di nuovi ordini religiosi come cappuccini e barnabiti veniva a complicare ancor più il quadro complessivo, nel quale si inseriva anche la nascita dell’Inquisizione romana nel 1542, sullo sfondo della crisi del papato e delle gerarchie ecclesiastiche, delle tensioni tra l’Impero e la Francia, della parallela crisi degli ordini religiosi tradizionali, monastici e mendicanti, della frammentazione politica e delle miserevoli condizioni delle popolazioni rurali. Su questo sfondo di straordinaria densità occorre collocare anche la nascita della Compagnia di Gesù, tentando di fornire qualche ipotesi di risposta ad alcuni interrogativi di fondo, che si possono riassumere nella domanda: al di là delle ricostruzioni insieme apologetiche e agiografiche che i gesuiti stessi hanno fornito delle loro proprie origini, in quale misura e secondo quali modalità le tensioni, i conflitti e gli scontri della crisi religiosa del Cinquecento incisero, orientandola e condizionandola, sull’elaborazione del profilo sfuggente dell’identità religiosa e istituzionale della Compagnia di Gesù?
Guido Mongini, Dottore di ricerca in storia religiosa all’Università di Torino, si occupa di storia della Riforma e Controriforma e di ricerche di teologia politica, storia comparata delle religioni e della mistica. Ha pubblicato saggi sui gesuiti, su Ludovico Castelvetro e l’eresia a Modena, sulla storia della direzione spirituale nell’età moderna, oltre a edizioni di fonti e traduzioni. Tra le sue pubblicazioni recenti: L. Castelvetro, Filologia ed eresia. Scritti religiosi, Morcelliana, Brescia 2011; con E. Fabbri, Il Sacro nel Novecento. Percorsi interdisciplinari, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2010; con M. Firpo, Ludovico Castelvetro. Letterati e grammatici nella crisi religiosa del Cinquecento, Olschki, Firenze 2008.
Gli studi qui riuniti sono rivolti a indagare alcuni aspetti di un complesso problema storico, quello della nascita e dell’affermazione della Compagnia di Gesù. Infatti, numerose domande restano ancora aperte, pur a fronte di un’ampia letteratura, intorno alle origini dei gesuiti e alla loro controversa identità, domande che possono trovare credibili ipotesi di risposta soltanto se collocate nel contesto della crisi religiosa del Cinquecento, europea (è ben noto, a questo proposito, che l’esperienza religiosa e politica di Ignazio di Loyola affondò le sue radici nella Spagna erasmiana ricostruita da Marcel Bataillon e segnata dall’eresia degli alumbrados così come dalla prima diffusione del pensiero di Lutero, e si completò nella Francia di Francesco I Valois) e specificamente italiana. La penisola, infatti, tra gli anni trenta e settanta del XVI secolo fu percorsa da un multiforme sperimentalismo religioso così come da correnti eterodosse e movimenti ereticali che, se per un verso traevano spunti e argomenti dal pensiero di Erasmo, Lutero, Zwingli, Butzer, Calvino, per un altro verso rielaboravano quegli stessi presupposti in forme nuove, spesso muovendo da premesse che poco avevano a che vedere – come nel caso di Juan de Valdés – con le elaborazioni teologiche della Riforma, mentre la nascita di nuovi ordini religiosi come cappuccini e barnabiti veniva a complicare ancor più il quadro complessivo, nel quale si inseriva anche la nascita dell’Inquisizione romana nel 1542, sullo sfondo della crisi del papato e delle gerarchie ecclesiastiche, delle tensioni tra l’Impero e la Francia, della parallela crisi degli ordini religiosi tradizionali, monastici e mendicanti, della frammentazione politica e delle miserevoli condizioni delle popolazioni rurali. Su questo sfondo di straordinaria densità occorre collocare anche la nascita della Compagnia di Gesù, tentando di fornire qualche ipotesi di risposta ad alcuni interrogativi di fondo, che si possono riassumere nella domanda: al di là delle ricostruzioni insieme apologetiche e agiografiche che i gesuiti stessi hanno fornito delle loro proprie origini, in quale misura e secondo quali modalità le tensioni, i conflitti e gli scontri della crisi religiosa del Cinquecento incisero, orientandola e condizionandola, sull’elaborazione del profilo sfuggente dell’identità religiosa e istituzionale della Compagnia di Gesù?
Guido Mongini, Dottore di ricerca in storia religiosa all’Università di Torino, si occupa di storia della Riforma e Controriforma e di ricerche di teologia politica, storia comparata delle religioni e della mistica. Ha pubblicato saggi sui gesuiti, su Ludovico Castelvetro e l’eresia a Modena, sulla storia della direzione spirituale nell’età moderna, oltre a edizioni di fonti e traduzioni. Tra le sue pubblicazioni recenti: L. Castelvetro, Filologia ed eresia. Scritti religiosi, Morcelliana, Brescia 2011; con E. Fabbri, Il Sacro nel Novecento. Percorsi interdisciplinari, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2010; con M. Firpo, Ludovico Castelvetro. Letterati e grammatici nella crisi religiosa del Cinquecento, Olschki, Firenze 2008.
Informazioni Aggiuntive
| Collana | Biblioteca di studi "storico-religiosi" |
| Numero in collana | 6 |
| Sottocategoria | Religioni |
| Autore | Guido Mongini |
| Anno | 2011 |
| Pagine | 188 |
| Isbn | 978-88-6274-322-8 |
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