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Descrizione Prodotto
“E il dottore ha detto: “Fai una cosa: scrivi, quando ti succede quello: scrivi quello che ti viene in mente…” “Ma è un anno che io non son capace a scrivere...” “Tu scrivi, che poi... Intanto lasci scritto qualcosa! Poi, ci penserà chi riceve, chi prende in mano quello scritto! Ma se tu scrivi, probabilmente, poco per volta, viene che non sogni più...”
E allora, ecco perché ho cominciato a scrivere. Perciò scrivevo un pezzo per volta, magari c’erano due o tre giorni che non riuscivo…Lo scrivevo a tratti, e allora ecco perché, magari, non ho scritto quello, non ho scritto quell’altro…”
Tra le prime italiane deportate a Ravensbrück, l’autrice, nella sua lunga e intensa attività di testimonianza, aveva finora privilegiato (come mostra il DVD allegato al volume) la fisicità della parola, del dialogo diretto, della presenza sui luoghi, lasciando alla scrittura un ruolo personale e privato. Ma queste sue memorie, pubblicate a trent’anni dalla loro stesura, completano e fissano in modo incisivo il ritratto di una testimone che ha sempre lottato perché la deportazione non venga dimenticata, banalizzata o confusa. E aggiungono un’ulteriore tessera al complesso universo della Resistenza e della deportazione femminile italiana.
Anna cherchi Ferrari (1924), partigiana, viene catturata in combattimento nel marzo 1944. Deportata a Ravensbruck e immatricolata col n° 44145, sarà successivamente trasferita al sottocampo di Schonefeld, per essere infine liberata dai russi durante la marcia di evacuazione. Nel dopoguerra ha vissuto a Torino, svolgendo un'intensa attività di memoria e di testimonianza a fianco dell'Aned Piemonte.
E allora, ecco perché ho cominciato a scrivere. Perciò scrivevo un pezzo per volta, magari c’erano due o tre giorni che non riuscivo…Lo scrivevo a tratti, e allora ecco perché, magari, non ho scritto quello, non ho scritto quell’altro…”
Tra le prime italiane deportate a Ravensbrück, l’autrice, nella sua lunga e intensa attività di testimonianza, aveva finora privilegiato (come mostra il DVD allegato al volume) la fisicità della parola, del dialogo diretto, della presenza sui luoghi, lasciando alla scrittura un ruolo personale e privato. Ma queste sue memorie, pubblicate a trent’anni dalla loro stesura, completano e fissano in modo incisivo il ritratto di una testimone che ha sempre lottato perché la deportazione non venga dimenticata, banalizzata o confusa. E aggiungono un’ulteriore tessera al complesso universo della Resistenza e della deportazione femminile italiana.
Anna cherchi Ferrari (1924), partigiana, viene catturata in combattimento nel marzo 1944. Deportata a Ravensbruck e immatricolata col n° 44145, sarà successivamente trasferita al sottocampo di Schonefeld, per essere infine liberata dai russi durante la marcia di evacuazione. Nel dopoguerra ha vissuto a Torino, svolgendo un'intensa attività di memoria e di testimonianza a fianco dell'Aned Piemonte.
Informazioni Aggiuntive
| Collana | Quaderni della Memoria |
| Numero in collana | 1 |
| Sottocategoria | Memorialistica |
| Autore | Anna Cherchi |
| Curatore | a cura di Lucio Monaco, Presentazione di Maria Grazia Davali |
| Anno | 2004 |
| Pagine | XXVIII-102, 12 tavv. di ill. f.t. dvd allegato |
| Isbn | 88-7694-753-1 |
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