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"Nuova e peregrina merce".  La letteratura ‘filosofica’ di Giuseppe Colpani nella Brescia di secondo Settecento e primo Ottocento

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"Nuova e peregrina merce". La letteratura ‘filosofica’ di Giuseppe Colpani nella Brescia di secondo Settecento e primo Ottocento

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Descrizione Prodotto

Attraverso l’analisi delle opere di Giuseppe Colpani, collaboratore bresciano del “Caffè” e poeta di ‘cose’, il libro propone al lettore di percorrere una delle possibili gallerie tematiche dei Lumi. A figurare in primo piano – in questo indice ragionato di alcuni fra i nodi (filosofici, estetici, letterari) di secondo Settecento e primo Ottocento – è la questione del progresso, sintetizzata da Colpani nell’immagine della “nuova e peregrina merce” giunta al presente tramite l’attività commerciale e l’innovazione scientifico-tecnologica.
Se, per chi scrive oggi, ciò significa in qualche modo toccare alcuni limiti e linee d’ombra di una certa cultura – in una prospettiva critica che dal XVIII secolo viene a comprendere la storia più o meno recente –, la citazione che dà il titolo al libro vuole evidenziare anche un secondo livello di senso: “nuova e peregrina merce” è infatti per Colpani anche tutto ciò che si può e deve comunicare in una scrittura inedita e moderna. È quindi la materia d’ispirazione e riflessione – in primo luogo la scienza e l’entusiasmo per un presente ‘illuminato’ – ma anche quella nuova, appunto, letteratura ‘filosofica’ che la sappia esprimere e, talora, mettere in dubbio.

Informazioni Aggiuntive

Collana Mnemosyne
Numero in collana 1
Autore Maria Corsi
Anno 2005
Pagine 328
Isbn 88-7694-829-5
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