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Descrizione Prodotto
Questo “libricino, non si può dire un libro, di cui non esistono più copie”, che “si può dire che sia stato del tutto ignorato”, vede ora nuovamente la luce – nella sua veste grafica originaria – a quasi sessant’anni dalla prima pubblicazione (1946). Si tratta di un testo precocissimo (uno dei primi relativi alla deportazione femminile e uno dei primi su Auschwitz-Birkenau) e, nel contempo, di una rarità bibliografica. Il dimostrativo di vicinanza presente nel titolo sottolinea e rimarca la centralità del corpo, trascinando il lettore in una soggettività in qualche modo sottratta alle determinazioni spazio-temporali e storico-politiche. L’espropriazione del corpo, come dato ultimo e però anche fondativo della logica degradante del Lager, è raccontata non con la razionalità del sociologo o del militante ma con l’intensità del vissuto – una delle caratteristiche di base, e originali, del libro.
Giuliana Fiorentino tedeschi (1914), laureata in Glottologia a Milano, viene esclusa dall'insegnamento per effetto delle leggi razziali del 1938. A Torino, dove si era trasferita nel 1939, è arrestata col marito, l'architetto Giorgio Tedeschi, l'8 marzo 1944. Condotta al campo di transito di Fossoli, il 5 aprile è deportata ad Auschwitz, quindi a MAlchow, sarà liberata da russi e francesi durante la marcia di evacuazione. Nel dopoguerra, accanto al lavoro di insegnate e di autrice di numerosi testi scolastici, ha svolto un'intensa attività di testimonianza e di memoria della deportazione. Suo il fortunatissimo libro "C'è un punto della tetta...Una donna nel Lager di Birkenau (1988).
Giuliana Fiorentino tedeschi (1914), laureata in Glottologia a Milano, viene esclusa dall'insegnamento per effetto delle leggi razziali del 1938. A Torino, dove si era trasferita nel 1939, è arrestata col marito, l'architetto Giorgio Tedeschi, l'8 marzo 1944. Condotta al campo di transito di Fossoli, il 5 aprile è deportata ad Auschwitz, quindi a MAlchow, sarà liberata da russi e francesi durante la marcia di evacuazione. Nel dopoguerra, accanto al lavoro di insegnate e di autrice di numerosi testi scolastici, ha svolto un'intensa attività di testimonianza e di memoria della deportazione. Suo il fortunatissimo libro "C'è un punto della tetta...Una donna nel Lager di Birkenau (1988).
Informazioni Aggiuntive
| Collana | Quaderni della Memoria |
| Numero in collana | 2 |
| Sottocategoria | Memorialistica |
| Autore | Giuliana Tedeschi |
| Anno | 2005 |
| Pagine | XVIII-134 |
| Isbn | 88-7694-867-8 |
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