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    <title><![CDATA[Nuovi Prodotti da Negozio principale]]></title>
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    <description><![CDATA[Nuovi Prodotti da Negozio principale]]></description>
    <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Fusciacche e margherite. Divagazioni etimologiche nel Vicino Oriente]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/fusciacche-e-margherite-divagazioni-etimologiche-nel-vicino-oriente.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/fusciacche-e-margherite-divagazioni-etimologiche-nel-vicino-oriente.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/5/356-3_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">I geografi arabi hanno ereditato dagli antichi la convinzione che l’ecumene si distendesse da oriente ad occidente su sette fasce parallele. Di queste la fascia centrale, la quarta, quella che gode del clima più temperato, era divisa in due parti uguali dal parallelo 36°7’, un mitico diaframma del mondo che, dopo aver toccato Shiz, la città santa dei Magi, nell’Azerbaigiàn persiano, attraversava via via Antiochia, la capitale dell’Oriente, Rodi, il centro della rosa dei venti, Malta, l’occhio del Mediterraneo, e infine lo stretto di Gibilterra, oltre il quale si perdeva nell’Oceano.
È questo l’asse della strada maestra su cui da sempre, almeno dall’inizio del neolitico, si sono rincorse da est ad ovest e a ritroso, per poi diffondersi a nord e a sud, tutte le nuove acquisizioni dell’ingegno umano, dalle tecniche per assicurarsi la sopravvivenza, alle idee e ai modelli per garantire una convivenza più civile e socialmente più allargata. Assieme alle tecniche e alle idee ovviamente viaggiano anche le parole che le designano. I diciotto saggi raccolti in questo volume presentano un piccolo campionario di nomi comuni e di nomi propri di persona o di luogo che hanno percorso questa strada maestra, passando da una lingua all’altra e da un contesto culturale all’altro. Si è cercato di individuare le tappe del loro, a volte tortuoso, tragitto e i motivi del trascolorare del loro significato.

Fabrizio Angelo Pennacchietti (1938), professore emerito dell’Università di Torino e socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino, ha studiato nelle università di Torino, Roma e Monaco di Baviera. Ha partecipato come epigrafista a missioni archeologiche in Turchia, a Malta e in Iraq. Ha ricoperto la cattedra di Filologia Semitica nell’Università Ca’ Foscari di Venezia e nell’Università di Torino.  Per diversi anni è stato docente supplente di Lingua e Letteratura Araba e docente affidatario di Interlinguistica ed Esperantologia presso l’Università di Torino. Si è occupato di epigrafia greca e di epigrafia fenicio-punica ed aramaica, di dialettologia neoaramaica e di linguistica comparata semitica, interessandosi soprattutto alla storia della sintassi delle lingue semitiche. Ha inoltre svolto ricerche di topografia storica e di letteratura comparata del Vicino Oriente, mettendo in luce temi narrativi comuni tanto ad ebrei, quanto a cristiani e a musulmani di lingua semitica.</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Poteri carismatici e dottrine di perfezione. Brigida Morello di Gesù (1610-1679): un’esperienza di santità nel Seicento italiano]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/poteri-carismatici-e-dottrine-di-perfezione-brigida-morello-di-gesu-1610-1679-un-esperienza-di-santita-nel-seicento-italiano.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/poteri-carismatici-e-dottrine-di-perfezione-brigida-morello-di-gesu-1610-1679-un-esperienza-di-santita-nel-seicento-italiano.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/6/362-4_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">Le ricerche che compaiono in questa sede non hanno come obiettivo la ricostruzione del profilo biografico della fondatrice della Casa di Sant’Orsola di Piacenza, Brigida Morello di Gesù (1610-1679), bensì di indagare sul piano storico e metodologico alcuni dei nodi e dei problemi di maggior rilievo emersi nella vicenda dell’estatica piacentina e che si sono posti al centro del delicato e controverso sistema di rapporti tra la religione ufficiale promossa dalle istituzioni della Chiesa romana nell’età moderna e quella che Adriano Prosperi ha definito come «religione carismatica». Si tratta di interrogativi e di questioni che si collocano nell’orizzonte storico del cristianesimo occidentale dell’età moderna e nell’ambito della Chiesa romana, delle sue peculiarità e contraddizioni così come delle sue tenaci continuità e delle sue controverse fratture e trasformazioni tra Cinquecento e Settecento, a partire dalla grande crisi religiosa del Cinquecento fino a poco prima che l’Illuminismo e la Rivoluzione francese venissero a mutare in profondità le coordinate e i paradigmi della storia politica, intellettuale e religiosa europea. 
I capitoli che compongono il volume hanno così inteso ricostruire la genesi, le modalità di funzionamento e di affermazione, e infine l’esaurimento della loro parabola storica, di poteri «terzi» o informali, o ancora “paralleli” e non ufficiali, ma che tuttavia ebbero dimensione pubblica e rilievo politico e sociale, di natura e di ambito religioso, lungo i secoli centrali dell’età moderna.
La vicenda della beata Brigida Morello, fondatrice delle orsoline di Piacenza, è parsa costituire un significativo campo di indagine, e al contempo un banco di prova, dei problemi cui si è accennato, e quindi suscettibile, per la sua ricchezza e varietà documentaria e al di là del suo rilievo locale, di fornire concreti esempi storici e indicazioni interpretative e di metodo utili sia a comprenderne la natura e le caratteristiche specifiche, sia ad individuare spunti ed elementi per ulteriori indagini e riflessioni di portata storica e storiografica più generale. Così, la traiettoria della Morello e l’evoluzione della sua esperienza religiosa, grazie alle molteplici fonti biografiche e autobiografiche esistenti, non solo possono essere ricostruite nei dettagli, ma possono essere osservate a partire dalla prospettiva qui evocata: quella della genesi e dell’affermazione, e infine del fallimento, di un «potere carismatico» nel XVII secolo.

Guido Mongini, Dottore di ricerca in storia religiosa all’Università di Torino, si occupa di storia della Riforma e Controriforma, di storia dell’età moderna e del cristianesimo, di ricerche di teologia politica, storia comparata delle religioni e della mistica. Ha curato edizioni di fonti e traduzioni. Tra le sue pubblicazioni recenti: «Ad Christi similitudinem». Ignazio di Loyola e i primi gesuiti tra eresia e ortodossia, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2011; L. Castelvetro, Filologia ed eresia. Scritti religiosi, Morcelliana, Brescia 2011; con E. Fabbri, Il Sacro nel Novecento. Percorsi interdisciplinari, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2010; con M. Firpo, Ludovico Castelvetro. Letterati e grammatici nella crisi religiosa del Cinquecento, Olschki, Firenze 2008.</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Ingrao e gli ingraiani nel PCI, da Budapest a Praga (1956-1968)]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/ingrao-e-gli-ingraiani-nel-pci-da-budapest-a-praga-1956-1968.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/ingrao-e-gli-ingraiani-nel-pci-da-budapest-a-praga-1956-1968.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/5/357-0_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">Ingrao e gli ingraiani nel PCI, da Budapest a Praga (1956-1968)</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Dalla cancelleresca all'inglese. L'avventura della calligrafia in Italia dal Cinquecento ad oggi]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/dalla-cancelleresca-all-inglese-l-avventura-della-calligrafia-in-italia-dal-cinquecento-ad-oggi.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/dalla-cancelleresca-all-inglese-l-avventura-della-calligrafia-in-italia-dal-cinquecento-ad-oggi.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/5/358-7_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">Agli inizi del Cinquecento, tre maestri di scrittura italiani, Ludovico degli Arrighi da Vicenza, Giovanni Antonio Tagliente da Venezia e Giovanbattista Palatino originario di Rossano Calabro, elaborano un tipo di scrittura detto “cancelleresca” che si diffuse rapidamente in quasi tutta l'Europa per le sue qualità di chiarezza e di eleganza.
Questa scrittura successivamente rielaborata, attraverso vari passaggi e adattamenti, ritornò in Italia sotto il nome di “inglese” ed è ancora la scrittura che si insegna oggigiorno nelle scuole col nome di “corsivo”; ma la storia della calligrafia non si esaurisce soltanto nell'evoluzione di uno stile di scrittura, è anche, se non soprattutto, il dar voce e dignità di presenza storica a una realtà che ha coinvolto tutti fin dai banchi di scuola. Attraverso la narrazione delle vicende dei protagonisti, delle lotte per la sopravvivenza e delle diatribe spesso aspre che animavano le loro coscienze si dà conto, con una vasta e originale documentazione, del cammino della calligrafia, fino al suo declino scolastico e al suo attuale riapparire non solo sotto forma di semplice revival, ma di un'arte con una forte carica espressiva ancora tutta da esplorare e da scoprire.</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Spagna contemporanea - Semestrale di storia e bibliografia dell'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino diretta da Claudio Venza e Alfonso Botti 40]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/spagna-contemporanea-semestrale-di-storia-e-bibliografia-dell-istituto-di-studi-storici-gaetano-salvemini-di-torino-diretta-da-claudio-venza-e-alfonso-botti-39-5574.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/spagna-contemporanea-semestrale-di-storia-e-bibliografia-dell-istituto-di-studi-storici-gaetano-salvemini-di-torino-diretta-da-claudio-venza-e-alfonso-botti-39-5574.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/s/p/sp_cont_40-2011.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">Spagna Contemporanea è una pubblicazione dell'Istituto di studi storici "Gaetano Salvemini" di Torino, promossa nell'ambito della sua attività di ricerca e di studi di storia internazionale.

In questo numero:

</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Alessandria 4-2010 - Le lingue dell'Italia antica. Iscrizioni, testi, grammatica]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/le-lingue-dell-italia-antica-iscrizioni-testi-grammatica-5575.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/le-lingue-dell-italia-antica-iscrizioni-testi-grammatica-5575.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/5/355-6.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">Le lingue dell'Italia antica. Iscrizioni, testi, grammatica</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[L’originalità classica della commedia alfieriana]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/l-originalita-classica-della-commedia-alfieriana.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/l-originalita-classica-della-commedia-alfieriana.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/5/354-9_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">Le sei commedie alfieriane hanno avuto un trattamento poco lusinghiero in sede critica, in quanto ritenute inadatte al poeta che aveva scritto le celebrate tragedie. Da qui, una sfortuna letteraria che solo alcuni critici moderni contribuiscono a lenire. Invero, le commedie non difettano d’ispirazione: il peccato (che non è affatto tale) è l’originalità letteraria. Alfieri sdegnosamente rompe con la tradizione comica italiana e ricerca nuove vie per “far nascere” commedia in Italia. Il poeta recupera così il modello strutturale aristofaneo e crea un personalissimo stile comico, plasmando la lingua sulla scorta di un lungo apprendistato svolto sui testi greci. Il riso, però, non è mai sereno: smascherate le bassezze dell’umano consorzio, Alfieri le mette in commedia e ne soffre, smorzando la risata nel pensiero. La maschera comica non basta, dunque: nel caso del letterato astigiano, essa trova in quella tragica il naturale compimento.

Diego Chiesi (nato a Genova nel 1989) è laureato in lettere classiche con centodieci e lode, con una tesi in Letterature Comparate. Gli interessi letterari vanno dal mondo classico, imprescindibile approccio per ogni ricerca, alle letterature moderne e contemporanee.</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[DE LA CLADISTIQUE à LA LINGUISTIQUE  Une étude appliquée aux dialectes italo-romans méridionaux et salentins]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/de-la-cladistique-a-la-linguistique-une-etude-appliquee-aux-dialectes-italo-romans-meridionaux-et-salentins.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/de-la-cladistique-a-la-linguistique-une-etude-appliquee-aux-dialectes-italo-romans-meridionaux-et-salentins.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/3/331-0_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">La cladistique est une méthode de classification principalement liée à l’étude phylogénétique et typologique des espèces vivantes. Elle est couramment utilisée en biologie afin de rendre compte des phénomènes de spéciation et de diversification des populations, rassemblées en clades ou regroupements partageant des caractères dérivés communs. Cette méthode, qui diffère d’autres approches taxinomiques en dialectologie (telle que la dialectométrie), notamment par le séquençage des étapes diachroniques, est ici appliquée de manière expérimentale aux dialectes italo-romans méridionaux et salentins. Ce livre met la cladistique au service de la dialectologie. L’essentiel de la recherche développée ici dans le domaine dialectal Italo-roman Méridional (IRM) porte sur l’étude des différents diasystèmes qui se dégagent d’une analyse pas à pas, dans l’arbre des changements séquencés, de la différenciation des variétés IRM. L’auteure propose également un survol historiographique de l’étude de ces dialectes et de la dialectologie italo-romane, depuis les premiers essais de classification dialectale jusqu’aux études plus modernes. Deux corpus différents ont été utilisés: dans un premier temps, un corpus issu du dépouillement des cartes dialectales de l’Atlante Linguistico Italiano (ALI) qui sert à l’analyse du domaine italo-roman méridional au sens large. L’espace dialectal pris en considération comprend la Campanie, la Basilicate, les Pouilles, le Salento, la Sardaigne, la Sicile et la Calabre. Dans chacune de ces régions 3 points ont été sélectionnés selon le principe d’équidistance. Les mots témoins relevés sont au nombre de 20. Le deuxième corpus, obtenu à l’aide d’un questionnaire à travers des enquêtes dialectales réalisées dans la région du Salento par l'auteure, se compose de 35 variables (7 types lexicaux) dont la variation est observée dans six points d’enquête du Salento méridional, auprès d’un échantillon de locuteurs (64) établi sur la base de critères sociologiques afin de tester la cladistique en tant qu’outil de taxinomie sociolectale. Les résultats de ces deux explorations cladistiques de la variation dialectale de variétés d’italo-roman méridional mettent en valeur la diversité de la structure interne de ces parlers, tout en proposant constamment, par l’explicitation des techniques de séquençage des étapes diachroniques, des conditions de falsification popperienne des aires et des regroupements dialectaux dans un continuum structural.

Antonella Gaillard-Corvaglia a fait sa thèse de doctorat au Laboratoire de Phonétique et Phonologie (UMR 7018, Paris 3-CNRS). Elle est professeure d’italien dans le secondaire et parallèlement chargée de cours à l’Université de Paris 3 - Sorbonne Nouvelle: a. en italien, au sein du département de Langues Étrangères Appliquées; b. en Linguistique Historique et Comparative, au sein du Laboratoire de Phonétique et Phonologie (ILPGA); et en Dialectologie et Sociolinguistique à l’Institut National des Langues et Civilisations Orientales (Inalco – Paris). Depuis le début de son travail de recherche elle a collaboré avec l’INSERM U535 (Villejuif) et le CNRS sur le développement de la cladistique en dialectologie et en sociolinguistique, telle qu’elle a été appliquée dans cet ouvrage.</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[«Vestigia notitiai». Scritti in memoria di Michelangelo Giusta]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/vestigia-notitiai-scritti-in-memoria-di-michelangelo-giusta.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/vestigia-notitiai-scritti-in-memoria-di-michelangelo-giusta.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/5/353-2_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">«Vestigia notitiai». Scritti in memoria di Michelangelo Giusta</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Sessantotto canzoni (per uno studio preliminare a «Canción»)]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/sessantotto-canzoni-per-uno-studio-preliminare-a-cancion.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/sessantotto-canzoni-per-uno-studio-preliminare-a-cancion.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/4/349-5_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">Tra i testi di Juan Ramón Jiménez pubblicati in Italia nella prima metà del Novecento è particolarmente degna di nota l’abbondante selezione di liriche inclusa nell’antologia Poeti spagnoli contemporanei curata da Giovanni Maria Bertini nel 1943. I versi pubblicati in quella silloge appartengono infatti a Canción, un libro che Jiménez ultimò alla vigilia della Guerra Civile, poco prima del suo definitivo allontanamento dalla Spagna. La raccolta, che vide la luce nella primavera del 1936 e fu il primo dei molti volumi pensati da Juan Ramón nel tentativo mai realizzato di pubblicare la propria opera completa, includeva più di quattrocento poesie in forma di canzone, inedite o ‘rivissute’ dal poeta con apprezzabili varianti. Pur rappresentando una tappa importante nel lungo e complesso itinerario poetico del lirico andaluso, Canción ebbe diffusione limitata e venne largamente trascurato dal pubblico e dalla critica. Questa edizione, attraverso i sessantotto componimenti juanramoniani raccolti da Bertini in circostanze fortunose, intende riproporre all’attenzione del lettore e dello studioso la «humilde y sencilla canción» nel contesto della vasta produzione del poeta di Moguer e della sua fugace fortuna entro i nostri confini.</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Il viaggio in Asia (1671-1675) nei manoscritti di Minneapolis e di Bergamo]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/il-viaggio-in-asia-1671-1675-nei-manoscritti-di-minneapolis-e-di-bergamo.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/il-viaggio-in-asia-1671-1675-nei-manoscritti-di-minneapolis-e-di-bergamo.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/3/334-1.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">Antonio Invernizzi, professore emerito dell’Università di Torino, socio nazionale dell’Accademia delle Scienze di Torino, ha ricoperto la cattedra di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico nell’Università torinese, e ha diretto scavi archeologici in varie località del Vicino Oriente, tra cui Seleucia al Tigri (Iraq) e Nisa Partica (Turkmenistan), entrambi centri fondamentali per le nostre conoscenze dell’Asia Anteriore nei periodi ellenistico e partico. Ha soprattutto studiato diversi aspetti dell’interscambio culturale tra Est e Ovest, dedicando particolare attenzione alle testimonianze figurative e alle conseguenze della diffusione della cultura classica nell’Asia ellenizzata. Ha inoltre sistematicamente svolto ricerche sulla storia delle prime scoperte archeologiche in Oriente, in particolare nel Seicento, attraverso l’esame dei racconti dei viaggiatori europei, dei quali ha pubblicato estratti e opere inedite.</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA["Officina" Pavese. Carte, libri, nuovi studi. Atti della Giornata di studio (Torino, 14 aprile 2010)]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/officina-pavese-carte-libri-nuovi-studi-atti-della-giornata-di-studio-torino-14-aprile-2010.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/officina-pavese-carte-libri-nuovi-studi-atti-della-giornata-di-studio-torino-14-aprile-2010.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/4/348-8_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">"Officina" Pavese. Carte, libri, nuovi studi. Atti della Giornata di studio (Torino, 14 aprile 2010)</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[La sezione del glossario Harley 3376 contenuta nei fogli di Oxford e Lawrence]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/la-sezione-del-glossario-harley-3376-contenuta-nei-fogli-di-oxford-e-lawrence.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/la-sezione-del-glossario-harley-3376-contenuta-nei-fogli-di-oxford-e-lawrence.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/3/339-6_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">Il Medioevo europeo ci ha trasmesso alcune opere che ancora oggi ci stupiscono per ricchezza e completezza. Tra queste, in area anglosassone, si segnala un repertorio lessicale di sorprendente vastità, ben noto a chi si occupa di lessicografia: il glossario Harley 3376 (X-XI sec.) che ci ha tramandato più di cinquemila lemmi in latino con  rese sia in latino che in inglese antico, arricchendo anche la nostra conoscenza di quest’ultima lingua. L’Harley, tuttavia, si interrompe bruscamente alla lettera F, facendo in tal modo ipotizzare che in realtà sia andata perduta buona parte dell'opera originaria, che doveva essere di dimensioni davvero ragguardevoli, arrivando a costituire un caso unico fra i lessici di quell’area. In epoca moderna sono comparsi sul mercato antiquario due fogli pergamenacei — riutilizzati come materiale di scarto per rilegare altri volumi — ora restaurati e conservati rispettivamente presso la Bodleian Library di Oxford e la Kenneth Spencer Research Library dell’Università del Kansas. Alcune importanti somiglianze hanno fatto pensare che questi due fogli, che riportano lemmi inizianti con la lettera I, facessero originariamente parte proprio del glossario Harley: dunque tale opera non si interrompeva, ma continuava, forse sino a comprendere l’intera sequenza alfabetica. 
Nel presente volume si intende fornire per la prima volta un’edizione critica completa dei fogli di Oxford e di Lawrence, corredata da un adeguato commento, cercando di dimostrarne il legame oggettivo con il glossario Harley 3376, del quale, per altro, si auspica una nuova edizione che sia finalmente attendibile e completa; ma questa è un’altra storia.

Luisa Mucciante è professore di Glottologia e di Linguistica generale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Gli interessi scientifici coltivati riguardano soprattutto il greco miceneo, il latino tardo, i glossari prodotti in Inghilterra a partire dal periodo anglosassone per arrivare al XIII secolo. Cura per i tipi dell’Editrice dell’Orso i “Quaderni della sezione di Glottologia e Linguistica, Dipartimento di Studi umanistici e sociali (già Dipartimento di Studi medievali e moderni), Università degli Studi ‘G. D’Annunzio’ di Chieti”, giunti ormai al ventiduesimo numero.

Edoardo Scarpanti, dottore di ricerca in filologia e linguistica, si è occupato, in ambito storico-linguistico, di antroponomastica greca, di latino volgare e del linguaggio degli enigmi tardo-latini; grazie a un assegno di ricerca presso la cattedra di Glottologia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti, ha potuto studiare alcuni aspetti della glossografia latina di area anglosassone. Attualmente insegna linguistica generale presso la Scuola Universitaria per Mediatori Linguistici “Oxford” di Mantova.</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Saggi di sociolinguistica e linguistica]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/saggi-di-sociolinguistica-e-linguistica.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/saggi-di-sociolinguistica-e-linguistica.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/2/324-3_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">Gaetano Berruto (Torino, 8 febbraio 1946) si è laureato nel 1969 presso l’Università della città natale con una tesi in Dialettologia italiana (su Dialetto e società industriale nella Valle d’Andorno) sotto la guida di Corrado Grassi. Dopo un’attività di redattore dell’Atlante Linguistico Mediterraneo (sotto la direzione di Gianfranco Folena) alla Fondazione G. Cini di Venezia, è stato assistente di Dialettologia italiana all’Università di Torino e ha insegnato dal 1973 al 1980 Linguistica generale presso l’Istituto universitario di Bergamo. Nel 1981 è stato chiamato alla cattedra di Linguistica italiana all’Università di Zurigo, dove ha insegnato per quattordici anni. Dal 1995 è attivo presso l’Università di Torino, dove tiene attualmente i corsi di Linguistica generale e di Sociolinguistica. È stato Presidente della Società di Linguistica Italiana nel quadriennio 1985-1989, Gastprofessor all’Università di Heidelberg nel 1996 e professeur invité all’Università Paris III-Sorbonne Nouvelle nel 2003, relatore principale invitato a numerosi congressi e convegni internazionali in Italia e all’estero. Nel 2008 è stato nominato socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino. Fra volumi, articoli, voci di enciclopedia, recensioni, ecc. conta più di 350 pubblicazioni, in italiano, inglese, francese e tedesco, su temi relativi a sociolinguistica, linguistica teorica, linguistica applicata, semantica, dialettologia, varietà di lingua e contatto linguistico.</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[Cinque sensi e altri racconti]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/cinque-sensi-e-altri-racconti.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/cinque-sensi-e-altri-racconti.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/5/352-5_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">António Torrado (Lisbona, 1939) è stato docente, giornalista, editore, produttore e soggettista per il cinema e la televisione. È autore di un’opera vastissima, all’interno della quale risalta una ricca produzione per bambini, pluripremiata in Portogallo e in Brasile. Lo scrittore traspone molte delle caratteristiche di queste fiabe nella raccolta Cinque sensi e altri racconti, marcando però ognuno di essi con una perversa malizia. Al contrario delle Favole al telefono di Gianni Rodari, la voce di Torrado non è la voce di un commesso viaggiatore che chiama ogni sera la sua bambina per raccontarle una storia. Invece del sonno, le sue short-story sembrano piuttosto avere a che fare con l’insonnia e l’inquietudine. E non giungono nemmeno da un banale cellulare dall’ubicazione incerta e itinerante. Sembrano provenire sempre dallo stesso luogo, si direbbe una vecchia cabina telefonica posta sul limitare di un bosco, sulla riva di un lago, accanto a un vecchio casolare di montagna avvolto nel silenzio notturno e con le luci accese all’interno, come nel dipinto “Il felice donatore” di Magritte.</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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      <title><![CDATA[La tradizione italiana della Vindicta Salvatoris: edizione dei volgarizzamenti toscani]]></title>
      <link>http://www.ediorso.it/la-tradizione-italiana-della-vindicta-salvatoris-edizione-dei-volgarizzamenti-toscani.html</link>
      <description><![CDATA[<table><tr><td><a href="http://www.ediorso.it/la-tradizione-italiana-della-vindicta-salvatoris-edizione-dei-volgarizzamenti-toscani.html"><img src="http://www.ediorso.it/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/75x75/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/3/2/328-0_scheda.jpg" border="0" align="left" height="75" width="75"></a></td><td  style="text-decoration:none;">Il corpus apocrifo riconducibile alla Vindicta Salvatoris conta più di quaranta testimoni italiani, inevitabilmente caratterizzati da una sensibile tendenza all’innovazione. Entro un simile quadro, il presente studio tenta in primo luogo di delineare «una “struttura” di riferimento complessiva, capace di far emergere le più rilevanti direttrici della trasmissione testuale, sulle quali collocare i singoli rappresentanti, ciascuno potenzialmente degno di attenzione nella specificità del suo dettato». Compiuto tale passo preliminare, il curatore offre l’edizione critica dei più significativi testimoni toscani, latori delle differenti redazioni dell’opera. A necessario corredo esegetico, una ricca introduzione sulla materia e i suoi personaggi, dettagliate note di commento filologico, linguistico e storico-religioso, puntuali rimandi intertestuali e un agile glossario selettivo.

Luca Bellone, Dottore di Ricerca in Romanistica, Filologia e Linguistica Romanza (Università di Torino), già Assegnista di Ricerca per la collaborazione al Lessico Etimologico Italiano (LEI) (Universität des Saarlandes – Saarbrücken), al Repertorio Etimologico Piemontese (REP) (Università di Torino) e al Dictionnaire Étymologique Roman (DÉRom) (Université de Nancy – Università di Saarbrücken), attualmente Assegnista di Ricerca nell’ambito del progetto «Volgarizzamenti italiani dei Vangeli Apocrifi» (Università per Stranieri di Perugia), ha coniugato in questi anni studi di carattere filologico e linguistico, prevalentemente di area italiana. L’interesse specifico per la materia apocrifa è testimoniato da un ampio Studio preliminare all’edizione critica dei volgarizzamenti italiani della «Vindicta Salvatoris» e da una dettagliata analisi dei Richiami apocalittici nella tradizione apocrifa in volgare italiano. Non trascurabili poi alcune ricognizioni sulla scrittura moderna e contemporanea, variamente dedicate all’Epistolario di Camillo Benso di Cavour, a Romanzo criminale di Giancarlo De Cataldo e ad Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli. Dall’Anno Accademico 2006-2007 insegna Linguistica Italiana (Laurea triennale e specialistica) alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Torino; presso la medesima sede, dallo stesso anno cura un Laboratorio di Lingua Italiana e un Seminario di Critica Testuale interno al corso di Filologia Romanza (Laurea specialistica).</td></tr></table>]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 May 2012 22:09:13 +0000</pubDate>
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