Non perdere la speranza. La storia di due sorelle in Lager


“Tengo soltanto la gamella arrugginita che è sempre stata con me ed un libretto di ricette di cucina scritto con cura proprio per essere portato a casa. Alla sera, al rientro in baracca accucciate nei letti a castello, s’incominciava a parlare di minestre e pietanze; di tante minestre da sentirne il profumo e di tante pietanze da sentirne il sapore e parlando si scrivevano ricette sui ritagli bianchi dei giornali. Su queste pagine, in minutissima calligrafia c’è la cucina di gran parte d’Europa” Due documenti rappresentano il cuore di questo libro: un dattiloscritto inedito sulla deportazione a Ravensbrück, redatto negli anni 70 ma sulla base di appunti precedenti, e un sorprendente libricino di 150 pagine: preziosi fogli sui quali di sera Maria Camilla annotava con precisione le ricette raccontate dalle altre prigioniere. Si tratta di un documento unico nel suo genere: parlare di ricette era un po’ come sentirsi di nuovo a casa e in questo modo di rivivere il passato, mantenendolo in vita, c’era un filo di speranza per il futuro. Dunque anche uno strumento di resistenza e di trasgressione: non un passatempo qualunque, ma un’inconsapevole quanto spontanea difesa psicologica che le donne utilizzavano per sopravvivere e per preservare, dalla tremenda quotidianità che erano costrette a vivere, frammenti importanti d’identità e di femminilità.

Collana:Quaderni della Memoria
Autore:Maria Camilla Pallavicino di Ceva e di Priola
Curatore:a cura di Elisa Mora
Anno:2009
Pagine:316
Prezzo:25.00
ISBN:978-88-6274-136-1
Stato:disponibile
Disponibile: si