| ISBN | 978-88-3613-691-9 |
|---|---|
| Numero in collana | 37 |
| Sottocategoria | Slavistica (Letteratura), Slavistica (Linguistica) |
| Collana | Slavica / ISSN 2611-5409 |
| Autore | Mikolaj Sokolowski |
| Pagine | XII-224 |
| Anno | 2026 |
| In ristampa | No |
“In chiesa mi tolgo il cappello, non la testa” era solito dire Attilio Begey (1843-1928). Questa frase, riferita anni addietro a Krystyna Jaworska da Marina Bersano Begey, ben sintetizza lo spirito profondamente religioso, ma al tempo stesso forte e indipendente, di suo nonno. Come rileva Mikołaj Sokołowski, è su tale spirito di libertà che fece leva Andrzej Towiański quando incontrò il giovane mazziniano a Zurigo.
Riformatore religioso polacco, osteggiato da alcuni per via del suo pacifismo e da altri per le sue idee sociali emancipatorie e per il suo spiritualismo, Towiański ebbe una ristretta ma eletta schiera di seguaci, comprendente tra gli italiani Giovanni Scovazzi, Tancredi Canonico, che fu ai primi del Novecento presidente del Senato del Regno d’Italia, e Attilio Begey, che vedeva nelle sue concezioni un riferimento importante per il dibattito politico postunitario.
Questo volume è la prima monografia polacca dedicata a chi all’epoca era ritenuto “uno dei maggiori amici della Polonia”, come fu scritto in vari necrologi, e la trattazione prende avvio da questi ultimi, in quanto luogo in cui si cristallizza il suo mito, per poi scandagliare, grazie ad approfondite ricerche e innovative analisi ermeneutiche, motivazioni, speranze e obiettivi che stanno alla base dell’intensa attività sviluppata nel corso degli anni dal protagonista.
Politico, religioso, spirituale ed intimo, anzi liberatorio, sono tutti aggettivi che possono descrivere il libro di Sokołowski Attilio Begey. L’avvocato del diavolo?
È la biografia scientifica di una personalità fuori dal comune, scritta in modo avvincente, fondata su documenti conservati in vari archivi italiani, fra cui la Biblioteca Reale di Torino, ma anche polacchi, francesi, svizzeri e lituani.
L’autore ripercorre due direttrici della vita di Begey: quella polonofila, che scaturisce dal pensiero di Andrzej Towiański, e quella risorgimentale, che lo rese uno dei fondatori di partiti politici prossimi alla democrazia cristiana avant la lettre. Per queste ragioni, l’Attilio Begey visto e interpretato da Sokołowski si situa a buon diritto fra gli avvocati che fecero l’Italia.
Mikołaj Sokołowski, professore ordinario, storico del romanticismo, svolge l’attività scientifica presso l’Istituto degli Studi Letterari dell’Accademia Polacca delle Scienze. È autore di numerose pubblicazioni in varie lingue, soprattutto polacco, italiano, inglese e francese, dedicate al romanticismo polacco nella sua declinazione internazionale. Traduce dall’italiano testi filosofici (Luigi Pareyson, Emanuele Severino).
Nella sua formazione convergono le due tradizioni delle scienze umanistiche e sociali in Polonia. Si è infatti laureato in filologia polacca presso l’Università di Varsavia nel 1996, discutendo la tesi “Gli angeli dei pensieri”. La cultura orale nell’opera di Adam Mickiewicz, e in scienze sociali (Scuola Superiore di Ricerca Sociale presso l’Istituto di Filosofia e Sociologia dell’Accademia Polacca delle Scienze, 2000). Nel 2003 ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca (PhD) cum laudae all’Istituto degli Studi Letterari dell’Accademia Polacca delle Scienze con la tesi: “Il Re Spirito” di Juliusz Słowacki e l’epopea slava.
Fra i suoi libri ricordiamo: Idee dodatkowe. Mickiewicz i włoski sensualizm. Warszawa, Semper 2005 [Idee accessorie. Mickiewicz e il sensismo italiano], Canonico. Antologia. Warszawa Wyd. IBL PAN 2016 [Biografia di Tancredi Canonico] e Paris. Ladis. Paradis. Biografia polityczna Władysława Mickiewicza. Wyd. IBL PAN 2023 [Paris. Ladis. Paradis. Biografia politica di Władysław Mickiewicz].
È membro del comitato scientifico delle riviste “Świat tekstów” (Polonia), “ri-cognizioni” (Italia) ed è membro onorario dell’AIP - Associazione Italiana Polonisti.
Per la Radio Polacca ha co-prodotto numerosi programmi culturali e letterari.
Attualmente è presidente del consiglio del Programma Nazionale polacco per lo Sviluppo delle Scienze Umanistiche e Sociali (NPRH).
