| ISBN | 978-88-3613-695-7 |
|---|---|
| Numero in collana | 118 |
| Sottocategoria | Letteratura bizantina |
| Collana | Hellenica / ISSN 1825-3490 |
| Autore | Alessandro Carli |
| Pagine | X-298 |
| Anno | 2026 |
| In ristampa | No |
Dopo poco più di sei anni Sparta aveva di fatto perso la guerra con Atene. La resa dei suoi uomini sull’isola di Sfacteria aveva messo la città sulle rive dell’Eurota in una situazione precaria ben diversa rispetto a quella allo scoppio del conflitto. Come si era giunti a quel risultato?
Gli studiosi hanno spesso analizzato i primi anni di belligeranza facendo emergere quanto Sparta, con la sua proverbiale lentezza e il suo modo di condurre la guerra, si sia dimostrata inadatta rispetto alla nemica Atene. Un approccio al conflitto antiquato, una serie di errori, mancanze e inadempienze varie: gli Spartani non sarebbero stati semplicemente all’altezza dei rivali, gli intraprendenti Ateniesi. Ma come si è arrivati a un giudizio profondamente negativo sull’operato dei Lacedemoni di quegli anni?
Il presente volume non solo indaga le ragioni che risiedono dietro a questa interpretazione degli studiosi, ma offre soprattutto una rilettura delle Storie di Tucidide, in particolare dei primi quattro libri. Attraverso un’analisi dei vari teatri di guerra – dall’Attica alle operazioni terrestri e navali dalla Grecia occidentale fino alle acque dell’Egeo – emergono le motivazioni alla base delle scelte strategiche come Sparta e i suoi alleati affrontarono le avversità cercando di intaccare in più modi la potenza ateniese. Perché è proprio durante la guerra che Sparta rivela la propria natura.
Alessandro Carli (1996, Carrara) si è laureato in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Siena. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze dell’Antichità e Archeologia presso l’Università di Pisa. I suoi principali interessi di ricerca vertono attualmente sulle Storie di Tucidide con particolare attenzione agli aspetti di natura militare.
