Flora spontanea della provincia di Biella

Autore: Adriano Soldano, Alfonso Sella
Isbn: 88-7694-395-1
Collana: Natura e uomo
Non disponibile
Flora spontanea della provincia di Biella
Maggiori Informazioni
ISBN88-7694-395-1
Numero in collana02
CollanaNatura e uomo
AutoreAdriano Soldano, Alfonso Sella
PagineXLIV-546, 16 tavv. a colori f.t. e 1 cartina f.t.
Anno2000
In ristampaNo
DescrizioneFlora spontanea della provincia di Biella
Nel contesto dell’ampia varietà floristica che presenta il territorio italiano – preceduto in Europa, per consistenza, solo dalla Spagna – una flora locale, sia regionale o provinciale (o interprovinciale), oppure dedicata a un settore di minore superficie, contribuisce in maniera decisiva alla conoscenza della distribuzione della diversità biologica. Se, per analogia con quanto contenuto in questa Flora spontanea della provincia di Biella, prendiamo in considerazione altri territori provinciali, rileviamo quanto scarsa sia la produzione in Italia di tali contributi. Nel territorio piemontese – la cui flora complessiva, dovuta allo Zumaglini, risale al 1864 – risultano essere state prodotte una flora dell’Astigiano, nel 1854 (Camisola), una flora dell’Ossola, che copre l’odierna provincia di Verbania, nel 1883 (Rossi) e la più vicina flora della provincia di Vercelli (Pomini, 1967) comprendente allora anche il Biellese. Seppure abbastanza recente, quest’ultimo studio evidenzia una forte carenza di conoscenze floristiche per quel che concerne il settore biellese, carenze che gli studi botanici successivi nel territorio solo lievemente hanno colmato. Da tutto ciò è nato l’intendimento che ha dato origine a questo studio; in esso, oltre ai dati ottenuti dall’esplorazione personale, sono confluiti diversi altri (manoscritti, reperti di erbario) dovuti a botanici del passato (Cesati, Bruno, Negri, etc.) che avevano effettuato ricerche nel territorio, non confluite però in pubblicazioni. Altre importanti attestazioni sono pervenute da amici e conoscenti che hanno gentilmente messo a disposizione risultati delle loro ricerche o tesi di laurea inedite. La ricerca è stata anche “critica”, con l’esclusione di alcune decine di segnalazioni, non documentate, inammissibili per il Biellese. Ne è risultato alla fine un campionario di poco più di 1600 specie, con un incremento di circa 450 rispetto a quelle precedentemente conosciute per il territorio. Per favorirne la determinazione sono state proposte delle “chiavi dicotomiche” costruite in maniera tale da permetterne l’uso anche a chi non sia in possesso di nozioni botaniche specialistiche; per una cinquantina di specie, tra le più significative, sono state fornite tavole a colori.