| ISBN | 978-88-3613-747-3 |
|---|---|
| Numero in collana | 18 |
| Sottocategoria | Monfosintassi |
| Collana | Musica e letteratura / ISSN 1828-177X |
| Autore | Alberto Rizzuti |
| Pagine | VIII-96 |
| Anno | 2026 |
| In ristampa | No |
Torino, 1786: in una liquoreria del centro – stando alle parole incise nella lapide che campeggia sul muro dell’edificio sorto al posto dell’antica bottega – un giovane erborista mette a punto la ricetta di un vino aromatico destinato a un successo straordinario. Il nome della bevanda denota però un’origine tedesca: strano, nella più francese delle città italiane. Da questa crepa prende avvio il processo, inesorabile quanto avvincente, di metaforico sgretolamento della lapide: dietro quelle parole scolpite nel marmo si cela infatti una storia affascinante scaturita dall’imprevedibile convergenza fra arti, scienze e circostanze più diverse. Radicate nella storia materiale e culturale di Torino e dell’Europa, le origini di un’idea quant’altre mai (con)vincente sono raccontate con un surplus d’invenzione poetica in un testo destinato alla scena teatrale, corredato da un’introduzione storica e da un esperimento traduttivo di una pagina sublime, il Lied der Parzen, il canto in cui Goethe sintetizza con impareggiabile forza icastica il monito severo delle Parche: “Paventi gli dèi / il genere umano! / Eterno, il potere / sta saldo in lor mano / e posson disporne / a lor piacimento”.
Alberto Rizzuti (Torino, 1963) insegna Storia della civiltà musicale nell’Univer-sità di Torino, ateneo di cui ha diretto la Scuola di Dottorato e di cui dirige attualmente l’Associazione Musicale.
All’attività didattica e scientifica affianca da qualche tempo la scrittura di testi per la scena. In queste pagine presenta quello di un melologo con musica tratta da opere di cinque autori del Settecento italiano.
