| ISBN | 978-88-3613-674-2 |
|---|---|
| Numero in collana | 137 |
| Sottocategoria | Letteratura italiana |
| Collana | Contributi e proposte ISSN 1720-4992 |
| Autore | Ludovica Saverna |
| Pagine | 308 |
| Anno | 2026 |
| In ristampa | No |
Attraverso un ampio scavo documentario su fonti inedite, il volume intende colmare l’assenza di indagini sulla formazione letteraria dei giovani nello Stato della Chiesa nel XVIII secolo e nel periodo preunitario. Le realtà degli altri stati italiani sono state oggetto di indagini che hanno evidenziato le modalità con cui si afferma l’insegnamento istituzionale della letteratura italiana. In questo quadro generale, Roma si presenta come caso di studio particolarmente interessante: nella città sono attivi due dei più antichi e importanti atenei italiani, all’interno dei quali si sviluppa un progressivo percorso di affermazione di un insegnamento autonomo della letteratura. Con maggior ritardo e attraverso dinamiche più complesse rispetto ad altri luoghi italiani, presso La Sapienza nel 1826 nasce – con il magistero di Luigi Maria Rezzi – la prima cattedra di «Eloquenza italiana» a Roma. Nello stesso periodo si sviluppa all’interno della Compagnia di Gesù un dibattito intorno alla Ratio studiorum, che porterà ad una riflessione sulla lingua e sulla letteratura italiana anche all’interno dell’altro polo educativo della città, il Collegio romano. Attraverso alcuni casi emblematici, come quello di Giuseppe Gioachino Belli, il libro analizza anche le possibilità di formazione privata e alternativa che compensano il ritardo con cui Roma permette ai giovani di avvicinarsi agli studi letterari. Solo alle soglie dell’Unità, la città avrà parzialmente assunto le novità educative del XIX secolo e sarà pronta a trasformare, gradualmente, le sue istituzioni come capitale dello Stato italiano.
Ludovica Saverna è assegnista di ricerca e docente a contratto presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza. Ha conseguito il Dottorato in Italianistica nella medesima Università, in doppio titolo con l’Université Sorbonne Nouvelle, con una tesi sull’educazione letteraria a Roma tra Settecento e Ottocento. Ha svolto progetti di ricerca in collaborazione con l’Ambasciata di Francia, con l’Institut d’Hi-stoire Moderne et Contemporaine e con l’École des hautes études en sciences sociales. I suoi interessi spaziano dalla Didattica della letteratura alla cultura romana dell’Ottocento e alla presenza della letteratura nel canone gesuitico della Ratio studiorum. È autrice di diversi contributi in rivista e coautrice del volume I manoscritti di un gesuita dell’Ottocento. Gli studi di Francesco Manera (17998-1847), Firenze, Cesati, 2023.
