Movimenti di manoscritti e transfer culturali dall'Italia alla Germania lungo i secoli

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978-88-3613-761-9
20,00 €
Autore: Massimo Zaggia
Isbn: 978-88-3613-761-9
Collana: Contributi e proposte / ISSN 1720-4992
Maggiori Informazioni
ISBN978-88-3613-761-9
Numero in collana142
SottocategoriaLetteratura italiana
CollanaContributi e proposte / ISSN 1720-4992
AutoreMassimo Zaggia
PagineIV-124
Anno2026
In ristampaNo

È ben noto che una parte importante del patrimonio artistico italiano è conservata in musei stranieri, per diverse ragioni storiche legate alla politica, ai commerci, ai rapporti culturali, o anche solo agli spostamenti di gruppi o individui. È forse meno noto il fatto che pure molti manoscritti prodotti in Italia fra l’Alto Medioevo e il Rinascimento – non pochi dei quali splendidamente decorati, o comunque di alto valore – hanno avuto percorsi analoghi, spesso paralleli o intrecciati con gli spostamenti di oggetti d’arte, e ora si trovano in biblioteche straniere, anzitutto in quelle delle grandi nazioni europee (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna).
Questo lavoro affronta il caso della Germania, ossia prova a spiegare, per sommi capi, quando e perché ci furono consistenti flussi di manoscritti dall’Italia alla Germania. Il discorso si snoda lungo una linea che si lega a quella più generale dei rapporti storico-culturali fra i due popoli, e qui è articolato in dodici capitoli: partendo dall’età tardo-antica, con l’arrivo nelle terre germaniche dei testi classici e poi di quelli legati alla religione cristiana, si attraversa il Medioevo, l’Umanesimo, il Rinascimento, la prima età moderna, e si arriva fino al Novecento, e oltre. Particolare spazio, con qualche aggiornamento e qualche nuova indicazione, è dedicato ai fondi di origine italiana ora conservati nelle grandi biblioteche statali di Berlino e di Monaco.
Numerosi sono gli esempi riportati, ossia i singoli manoscritti italiani passati, lungo i secoli, in biblioteche tedesche. Fra di essi, il cimelio più noto è certamente l’autografo del Decameron di Boccaccio custodito a Berlino; o ad esempio, di grande rilievo è il manoscritto illustrato con le Storie de Troia e de Roma, testimone primario del romanesco medievale, ora ad Amburgo. Ma nel libro centinaia sono i casi menzionati e brevemente illustrati, la cui presenza in Germania è variamente motivata lungo le tappe del percorso storico: a dimostrare la straordinaria ricchezza del patrimonio manoscritto italiano sparsamente diffuso nel territorio tedesco, meritevole di alta considerazione, di approfondimenti e di studi.

Massimo Zaggia, nato a Bolzano nel 1958, si è formato a Pisa (Scuola Normale Superiore) e a Firenze (Accademia della Crusca), quindi ha insegnato Filologia della Letteratura Italiana a Siena (Università per Stranieri) e a Bergamo; ha compiuto prolungati soggiorni di ricerca e di insegnamento all’estero, negli Stati Uniti (Bloomington, Indiana), Francia (Clermont-Ferrand e Strasburgo), Germania (Dresda). Si occupa soprattutto di manoscritti e stampe antiche, e di testi del Trecento (in particolare di volgarizzamenti da Ovidio), del Quattrocento (in particolare di Umanesimo milanese), di Cinquecento (da ultimo, con l’edizio-ne delle Macaronee di Teofilo Folengo, prima e seconda redazione, Edizioni dell’Orso, 2023 e 2026).