| ISBN | 978-88-3613-680-3 |
|---|---|
| Numero in collana | 224 |
| Sottocategoria | Letteratura umanistica |
| Collana | Fuori Collana |
| Curatore | Lucia Bertolini, Andrea Comboni, Giuseppe Gerbino, Blake Wilson |
| Pagine | 408 |
| Anno | 2026 |
| In ristampa | No |
Serafino Aquilano (1466-1500), poeta, compositore ed esecutore, seppe trasformare la poesia cantata in arte umanistica, mediando tradizioni popolari e linguaggi colti in simbiosi con l’evoluzione della società di corte del tardo Quattrocento. Celebrità indiscussa al servizio del cardinale Ascanio Sforza e di Ferdinando II d’Aragona, diffuse la sua arte alle corti di Urbino, Milano, e Mantova. Alla sua morte lasciò un’eredità tanto luminosa quanto fragile. Grazie a nuove edizioni critiche e a un approccio interdisciplinare che intreccia letteratura, musica, teatro e arti visive, la figura di Serafino sta riemergendo con tratti sempre più definiti e affascinanti. Il volume raccoglie i contributi di studiosi che, prendendo avvio dal convegno Serafino Aquilano tra poesia e musica: nuove prospettive di ricerca (Roma, dicembre 2024), offrono nuove prospettive sui suoi metodi compositivi, sulla sua produzione, e sulla fortuna postuma della sua immagine. Questo non è solo un omaggio a un grande protagonista della lirica quattrocentesca, ma anche un invito a riscoprire l’elusiva convivenza di oralità e scrittura in un momento fondamentale per la storia della poesia e della musica rinascimentali.
