| ISBN | 978-88-3613-599-8 |
|---|---|
| Numero in collana | 03 |
| Sottocategoria | Letteratura umanistica |
| Collana | Poesia del Quattrocento / ISSN 2724-4067 |
| Autore | Antonio Enzo Quaglio |
| Curatore | Gabriele Baldassari, Tiziano Zanato |
| Pagine | 464 |
| Anno | 2025 |
| In ristampa | No |
Leonardo Giustinian è stato uno dei protagonisti della poesia in volgare del Quattrocento. Le sue “canzonette”, che anche in virtù dell’accompagnamento musicale (perduto) hanno goduto di un ampio ma effimero successo, colpiscono ancora oggi per la vivacità e la grazia con cui danno voce a schermaglie e pene amorose tra le calli veneziane. Dopo l’edizio-ne di fine Ottocento di Bertold Wiese, assai approssimativa dal rispetto filologico, nel corso del Novecento diversi studiosi si sono cimentati, invano, nell’impresa di allestire il testo critico delle canzonette. A svettare nettamente sugli altri, per quantità e per qualità, sono gli studi di Antonio Enzo Quaglio: a lui si devono varie scoperte di nuovi testimoni e analisi esemplari per rigore ecdotico e acume critico. Questo volume raccoglie tutti i contributi di Quaglio su Giustinian, comparsi nell’arco di venticinque anni (dal 1968 al 1992) in alcune delle maggiori riviste di italianistica, ma anche in sedi oggi difficilmente reperibili. In appendice vengono ristampate inoltre dodici canzonette, il cui testo fu offerto dallo studioso ad Armando Balduino per la sua antologia dei Rimatori veneti del Quattrocento. Corredano il volume un profilo biografico e una bibliografia completa degli scritti di Quaglio firmati da Tiziano Zanato e una presentazione dei suoi studi su Giustinian di Gabriele Baldassari.
Antonio Enzo Quaglio è stato professore di Letteratura italiana all’Università di Padova e di Filologia italiana all’Università di Verona, dove ha insegnato fino alla metà degli anni Ottanta del secolo scorso. Forte di una solida preparazione filologica e storico-critica, si è dedicato allo studio dei primi secoli della letteratura italiana, allestendo le edizioni critiche del Filocolo e dell’Ameto di Boccaccio e scrivendo saggi sui poeti del Duecento, su Petrarca, Boccaccio, Giustinian, Machiavelli. Di particolare rilievo il suo commento alla Commedia, in coppia con Emilio Pasquini, tuttora fondamentale strumento di esegesi dantesca.
