| ISBN | 978-88-3613-741-1 |
|---|---|
| Numero in collana | 09 |
| Sottocategoria | Letteratura italiana |
| Collana | Terre di confine / ISSN 2612-517X |
| Autore | Luca Vincenzo Calcagno |
| Pagine | 172 |
| Anno | 2026 |
| In ristampa | No |
Negli anni Trenta, Augusto Monti (1881-1966) matura il proposito di dedicare un’opera alla mezza montagna della Valle dell’Armirolo (nella provincia di Torino), dove una famiglia di contadini lo ospita per almeno un decennio. Il progetto, tuttavia, sarà portato a compimento soltanto nei suoi ultimi anni di vita, grazie alla figlia Luisa e alla seconda moglie Caterina, che aiuteranno l’anziano scrittore a far fronte alla sopraggiunta cecità. Val d’Armirolo, ultimo amore viene pubblicato nel 1966 dall’editore Mursia, pochi mesi prima della scomparsa di Monti, passando pressoché inosservato, pur ricevendo alcune positive recensioni da parte di personalità come Franco Antonicelli e Paolo Spriano. Sarà poi dimenticato dalla critica, che preferirà concentrarsi sui Sanssôssì, il più importante romanzo montiano, e sulla sua opera politica e di educatore.
A partire da testimonianze d’archivio, lettere e carte in parte inedite, il volume propone uno studio complessivo dell’opera e del suo contesto, correlando l’analisi dei suoi temi strutturali e dello stile alla biografia di Monti e alle alterne vicende del progetto letterario relativo a Val d’Armirolo.
Luca Vincenzo Calcagno è dottorando in Lettere presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino con un progetto di ricerca dedicato al riordino e allo studio del Fondo archivistico-librario di Nico Orengo, conservato presso il Centro Studi Interuniversitario “Guido Gozzano – Cesare Pavese”. I suoi interessi di ricerca si rivolgono in particolare alle carte d’autore e all’opera di Augusto Monti, di cui ha indagato il rapporto con Pavese. Fa parte dell’unità di ricerca torinese del progetto PAVES-e Towards an Archive-Edition of Pavese’s Work (P.R.I.N. 2022) coordinato dall’Università di Catania in collaborazione con il CNR sempre di Catania.
