Questo povero corpo

Sku
88-7694-867-8
18,00 €
Presentazione di Anna Bravo, Introduzione di Lucio Monaco
Autore: Giuliana Tedeschi
Isbn: 88-7694-867-8
Collana: Quaderni della Memoria
Quick Overview
Presentazione di Anna Bravo, Introduzione di Lucio Monaco
Questo povero corpo
Maggiori Informazioni
ISBN88-7694-867-8
Numero in collana02
CollanaQuaderni della Memoria
AutoreGiuliana Tedeschi
PagineXVIII-134
Anno2005
In ristampa
DescrizioneQuesto povero corpo
Questo “libricino, non si può dire un libro, di cui non esistono più copie”, che “si può dire che sia stato del tutto ignorato”, vede ora nuovamente la luce – nella sua veste grafica originaria – a quasi sessant’anni dalla prima pubblicazione (1946). Si tratta di un testo precocissimo (uno dei primi relativi alla deportazione femminile e uno dei primi su Auschwitz-Birkenau) e, nel contempo, di una rarità bibliografica. Il dimostrativo di vicinanza presente nel titolo sottolinea e rimarca la centralità del corpo, trascinando il lettore in una soggettività in qualche modo sottratta alle determinazioni spazio-temporali e storico-politiche. L’espropriazione del corpo, come dato ultimo e però anche fondativo della logica degradante del Lager, è raccontata non con la razionalità del sociologo o del militante ma con l’intensità del vissuto – una delle caratteristiche di base, e originali, del libro.
Giuliana Fiorentino Tedeschi (1914), laureata in glottologia a Milano, viene esclusa dall’insegnamento per effetto delle leggi razziali del 1938. A Torino, dove si era trasferita nel 1939, è arrestata col marito, l’architetto Giorgio Tedeschi, l’8 marzo 1944. Condotta al campo di transito di Fossoli, il 5 aprile è deportata ad Auschwitz con altre 600 persone. Immatricolata a Birkenau, poi trasferita ad Auschwitz I, quindi a Malchow, sarà liberata da russi e francesi durante la marcia di evacuazione. Nel dopoguerra, accanto al lavoro di insegnante e di autrice di numerosi testi scolastici, ha svolto un’intensa attività di te­sti­mo­nianza e di memoria della deportazione. Suo il fortunatissimo libro C’è un punto della terra…Una donna nel Lager di Birkenau (1988).