Fusciacche e margherite

Sku
978-88-6274-356-3
17,00 €
Divagazioni etimologiche nel Vicino Oriente
Autore: Fabrizio A. Pennacchietti
Isbn: 978-88-6274-356-3
Collana: In forma di parola / ISSN 2611-6014
Quick Overview
Divagazioni etimologiche nel Vicino Oriente
Fusciacche e margherite
Maggiori Informazioni
ISBN978-88-6274-356-3
Numero in collana19
CollanaIn forma di parola / ISSN 2611-6014
AutoreFabrizio A. Pennacchietti
PagineXII-224
Anno2012
In ristampaNo
DescrizioneFusciacche e margherite
Persone: 1) Il tortuoso percorso del nome proprio femminile Asia. ● 2) Il termine latino socius “appaltatore” in un’iscrizione punica. ● 3) Il volto arabo di Zenobia. ● 4) Significati accessori del termine siriaco per ‘romano’. ● Luoghi: 5) Il posto dei cipri. ● 6) Il monte Athos dell’Assiria. ● 7) Storie di fiumi intermittenti. ● 8) Venezia e Livorno nella toponomastica araba. ● 9) Fiumi mitici di frontiera e il nome più antico del Volga. ● Oggetti: 10) Un nome persiano della perla. ● 11) Qundâqôr: un hapax siriaco tra filologia e archeologia. ● 12) Lo specchio dell’anima e il manto di luce nel Testamento di Abramo. ● 13) Persiano âyné e lo specchio di Alessandro. ● 14) Sull’etimologia di arabo mûsà “rasoio”. ● 15) Il fusciacco, la fusciacca e l’ombrellino persiano. ● 16) Scirocco, un relitto del lessico marinaresco cartaginese? ● 17) Kashkùl: l’imprevedibile storia del nome di una noce di cocco. ● 18) Linee e figure: storie parallele di parole in indoeuropeo e in semitico.
I geografi arabi hanno ereditato dagli antichi la convinzione che l’ecumene si distendesse da oriente ad occidente su sette fasce parallele. Di queste la fascia centrale, la quarta, quella che gode del clima più temperato, era divisa in due parti uguali dal parallelo 36°7’, un mitico diaframma del mondo che, dopo aver toccato Shiz, la città santa dei Magi, nell’Azerbaigiàn persiano, attraversava via via Antiochia, la capitale dell’Oriente, Rodi, il centro della rosa dei venti, Malta, l’occhio del Mediterraneo, e infine lo stretto di Gibilterra, oltre il quale si perdeva nell’Oceano. È questo l’asse della strada maestra su cui da sempre, almeno dall’inizio del neolitico, si sono rincorse da est ad ovest e a ritroso, per poi diffondersi a nord e a sud, tutte le nuove acquisizioni dell’ingegno umano, dalle tecniche per assicurarsi la sopravvivenza, alle idee e ai modelli per garantire una convivenza più civile e socialmente più allargata. Assieme alle tecniche e alle idee ovviamente viaggiano anche le parole che le designano. I diciotto saggi raccolti in questo volume presentano un piccolo campionario di nomi comuni e di nomi propri di persona o di luogo che hanno percorso questa strada maestra, passando da una lingua all’altra e da un contesto culturale all’altro. Si è cercato di individuare le tappe del loro, a volte tortuoso, tragitto e i motivi del trascolorare del loro significato.

Fabrizio Angelo Pennacchietti (1938), professore emerito dell’Università di Torino e socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino, ha studiato nelle università di Torino, Roma e Monaco di Baviera. Ha partecipato come epigrafista a missioni archeologiche in Turchia, a Malta e in Iraq. Ha ricoperto la cattedra di Filologia Semitica nell’Università Ca’ Foscari di Venezia e nell’Università di Torino. Per diversi anni è stato docente supplente di Lingua e Letteratura Araba e docente affidatario di Interlinguistica ed Esperantologia presso l’Università di Torino. Si è occupato di epigrafia greca e di epigrafia fenicio-punica ed aramaica, di dialettologia neoaramaica e di linguistica comparata semitica, interessandosi soprattutto alla storia della sintassi delle lingue semitiche. Ha inoltre svolto ricerche di topografia storica e di letteratura comparata del Vicino Oriente, mettendo in luce temi narrativi comuni tanto ad ebrei, quanto a cristiani e a musulmani di lingua semitica.