«Asperges me sì dolcemente udissi»

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978-88-6274-038-8
16,00 €
Il percorso liturgico di Dante alle origini dell'innocenza
Autore: Francesco Mattia Arcuri
Isbn: 978-88-6274-038-8
Collana: L'infinita durata. Saggi e testi di letteratura italiana / ISSN 2612-3010
Quick Overview
Il percorso liturgico di Dante alle origini dell'innocenza
«Asperges me sì dolcemente udissi»
Maggiori Informazioni
ISBN978-88-6274-038-8
Numero in collana17
CollanaL'infinita durata. Saggi e testi di letteratura italiana / ISSN 2612-3010
AutoreFrancesco Mattia Arcuri
Pagine180
Anno2008
In ristampaNo
Descrizione«Asperges me sì dolcemente udissi»
Introduzione • 1. Musica e liturgia medievale • 2. “Storia” del Purgatorio • 3. Elemento temporale del Purgatorio • 4. Le origini dell’innocenza perduta • Bibliografia • Indice dei nomi
Il Purgatorio è indiscutibilmente segnato da una presenza diffusa della liturgia, che coinvolge le anime dei penitenti, ma anche Dante nella sua funzione di viator attraverso il secondo regno oltremondano. La purificazione all’arrivo sulla spiaggia, l’ascolto delle monodie ecclesiastiche e delle preghiere delle anime, le beatitudini citate dagli angeli, fino alla conclusione del percorso rituale presso il Letè sullo sfondo del canto dell’Asperges me, formano una struttura unitaria dotata di un senso che investe l’intera cantica. Le diverse sezioni dell’Officio Divino con cui Dante viene a contatto, e che per gli spiriti sono da ricondurre alla loro colpa e alla loro momentanea situazione, assumono invece per lui un diverso significato legato alla sua esperienza del fattore temporale. I penitenti se ne servono per recuperare quello che hanno sprecato in vita assecondando il loro peccato, mentre il pellegrino lo vive nel suo progresso lineare. I momenti degli incontri con le anime allora non sono casuali, ma compongono un percorso basato sulle prassi liturgiche medievali, in cui ogni fase oraria prevedeva un determinato rituale. Dante può così affrontare un cammino purificatore a ritroso che lo condurrà all’ascolto dell’Asperges me, il quale viene a rappresentare la fine di una situazione vincolata alla necessità della liturgia espiatoria e l’ingresso in uno stato di purezza che gli consentirà l’ascesa tra i cieli del Paradiso.
Francesco Mattia Arcuri (Lamezia Terme, 1980) è attualmente dottorando di ricerca presso il dipartimento di Filologia dell’Università degli Studi della Calabria. Gli interessi delle sue ricerche sono rivolti a Dante, Montale e ai rapporti fra letteratura e musica, con particolare riferimento alle elaborazioni teoriche del Cinquecento.