‘La terra promessa’

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978-88-6274-466-9
17,00 €
L’«American Dream» al femminile nella narrativa breve di Anzia Yezierska
Autore: Simona Porro
Isbn: 978-88-6274-466-9
Collana: Ianus. Confronti letterari / ISSN 2723-9292
Quick Overview
L’«American Dream» al femminile nella narrativa breve di Anzia Yezierska
‘La terra promessa’
Maggiori Informazioni
ISBN978-88-6274-466-9
Numero in collana16
CollanaIanus. Confronti letterari / ISSN 2723-9292
AutoreSimona Porro
PagineVI-182
Anno2013
In ristampaNo
Descrizione‘La terra promessa’
Nota bibliografica • Introduzione • Parte I, L’American Dream: a. Anzia Yezierska e l’American Dream • b. Un sogno ‘su misura’ • c. La ricchezza dell’ambiguità • d. Le declinazioni del sogno • e. Il Dream of the coast della Sweatshop Cinderella • f. L’America dei sogni: la matrice biblica • Parte II, ‘Una terra promessa’: La contestualizzazione storica • a. Le origini: il mundus clausus dello shtetl • b. La migrazione • c. Il ghetto del Lower East Side • Rappresentazioni figurali dell’America: a. Uno sguardo dal Vecchio Mondo: l’America come ‘terra promessa’ • b. Il sogno della città: immagini del ghetto del Lower East Side • c. How I Found America… da locus mirabilis a locus horribilis • d. Il Vecchio Mondo nella cornice del nuovo: la prigionia familiare • e. Verso il sogno: l’assimilazione • f. L’istruzione • g. Lo shayget: John Dewey • h. John Barnes e gli altri… • i. L’America bifronte delle charities • j. Sogni realizzati (?)• k. La terra promessa • Indice dei nomi
Questo studio appunta l’attenzione su Anzia Yezierska, la sola scrittrice ebrea immigrata a raggiungere, benché fugacemente, le vette del successo negli Stati Uniti, dov’era approdata a circa dieci anni, nel 1890. La sua figura è ammantata dell’aura fiabesca di “Sweatshop Cinderella”, soprannome evocativo di una fulminea ascesa dagli squallidi latiboli del ghetto del Lower East Side newyorchese all’Olimpo degli scrittori americani coevi: carriera poi coronata, all’altezza degli anni Venti, da un faraonico contratto di collaborazione artistica con gli studi cinematografici di Hollywood. La sua parabola esistenziale, conclusasi in povertà e in un immeritato oblio, costituisce l’ironica epitome delle ombre celate dalla scintillante retorica dell’American Dream, di quello scarto tra ideale e reale che informa il nucleo narrativo delle sue opere, tutte d’impronta parzialmente autobiografica. Il presente lavoro s’incentra nel medium privilegiato della fase iniziale della sua carriera, segnatamente nelle sue raccolte di racconti: l’opera d’esordio, Hungry Hearts e la successiva, Children of Loneliness. Al cuore di entrambe si situa l’American Dream delle sue omologhe, migranti ebree dell’est europeo approdate sul suolo statunitense sull’onda della Great Migration di fine Ottocento. Un tripudio di ideali e speranze, il loro, modulato individualmente secondo esigenze e ambizioni personali, in cui l’America assurge alla stregua di una vera e propria fantasia ‘su misura’, a cui attingono energia e coraggio per intraprendere la monumentale impresa di abbandonare la propria patria per affrontare l’ignoto. Un sogno che, tuttavia, non le condurrà alla agognata Promised Land, bensì a una terra nullius, un limbo identitario e culturale in cui si ritroveranno irrimediabilmente prigioniere.

Simona Porro ha conseguito il Dottorato di ricerca in Letterature comparate presso l’Università degli studi di Torino. I suoi interessi di studio vertono sulla letteratura ebraico-americana, le modalità letterarie di rappresentazione storica nel postmodernismo anglo-americano, i Trauma studies e la narrativa disegnata. Ha pubblicato contributi su E.L. Doctorow, Toni Morrison, Anzia Yezierska e, in particolare, su Art Spiegelman, a cui ha dedicato la monografia L’ombra della Shoah. Trauma, storia e memoria nei “graphic memoir” di Art Spiegelman, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2012.