Alfonso X e l’Italia

Sku
978-88-6274-393-8
45,00 €
Rapporti politici e linguaggi del potere
Autore: Luca Demontis
Isbn: 978-88-6274-393-8
Collana: Studi e ricerche / ISSN 2723-8954
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Rapporti politici e linguaggi del potere
Alfonso X e l’Italia
Maggiori Informazioni
ISBN978-88-6274-393-8
Numero in collana111
CollanaStudi e ricerche / ISSN 2723-8954
AutoreLuca Demontis
PagineVI-506
Anno2012
In ristampaNo
DescrizioneAlfonso X e l’Italia
Introduzione ● Gli Italiani tra Italia e Castiglia: 1. Alfonso X e gli Italiani fra penisola iberica e Africa ● 2. Pisa e l’elezione imperiale: l’inizio del sogno di un impero ● 3. Ezzelino da Romano e gli esuli milanesi (1257-1259) ● 4. I rapporti di Siena e Firenze con il rey Sabio e Manfredi (1258-1260) ● I Castigliani in Italia: 5. L’eredità sveva: don Enrique e don Fadrique in Italia ● 6. Matrimoni, cambi di alleanze, progetti ambiziosi ● 7. Ubertino Landi e il comune di Piacenza (1250-1271) ● 8. Giacomo Tavernieri, Parma e Borgo San Donnino (1249-1274) ● 9. Asti accerchiata e la riscossa ghibellina (1259-1275) ● 10. Buoso da Dovara e il comune di Cremona (1244-1274) ● 11. Pavia nell’età dell’interregno (1251-1277) ● 12. Il comune di Genova (1257-1284) ● 13. Giacomo Tizzoni e la pars Imperii di Vercelli (1237-1278) ● 14. I Milanesi in esilio (1259-1277) ● 15. Guglielmo VII marchese di Monferrato (1254-1284) ● Linguaggi del potere: 16. Il viaggio verso l’impero ● 17. Il ritratto del sovrano attraverso i sirventesi: (de)costruzione di un’immagine ● 18. La corte di Alfonso X: luogo privilegiato della comunicazione politica ● 19. Maestà e regalità: la rappresentazione del potere del rey Sabio ● 20. Le cerimonie feudali e gli Italiani ● 21. La poesia: comunicazione politica al servizio del rey Sabio ● 22. Le Cantigas de Santa Maria: uno strumento di comunicazione dal triplice impatto ● Conclusioni ● Documenti ● Appendice I - Quadro riassuntivo dei documenti di Alfonso X e di altri sovrani ● Appendice II – Apparato iconografico ● Bibliografia ● Indice analitico dei nomi di persona ● Indice analitico dei nomi di luogo
Alfonso X el Sabio re di Castiglia e Leon (1252-1284), grande riformatore del diritto e mecenate delle scienze e della cultura, è stato uno dei più famosi monarchi dell’età medievale. Da diversi decenni si studia la sua produzione giuridica, letteraria, musicale e artistica. La sua vasta cultura, che lo rendeva degno erede dello zio Federico II di Svevia, lo portò fin dai primi anni del suo regno a cercare un ruolo da protagonista nello scacchiere europeo, prima con il progetto di una grande crociata in Africa settentrionale, poi con il sogno di cingere la corona del Sacro Romano Impero e di raccogliere l’eredità sveva. L’Autore accende i riflettori su un tema tralatizio della storiografia spagnola suggerendo prospettive e interpretazioni innovative del fecho del Imperio. Mentre gran parte degli storici spagnoli vedono nel sogno imperiale del rey Sabio un tentativo di estendere l’egemonia castigliana sugli altri regni iberici, l’Autore coglie il desiderio di universalità del re castigliano ricostruendo passo passo le relazioni diplomatiche con il papa, i monarchi europei, i principi tedeschi e, soprattutto, con i signori e i comuni italiani, che videro in Alfonso imperatore una speranza di riscossa contro il potere angioino nell’Italia centro-settentrionale. In questo saggio si mette in risalto non solo il punto di vista di Alfonso X, ma anche quello di ogni singolo signore, podestà o capo-fazione ricostruendone l’esperienza politica, le ambizioni, le aspettative e le speranze nell’alleanza con Alfonso X. Il re vedeva in essi la via per arrivare alla corona imperiale e per ottenere una solida base di potere in Italia. In questa impresa investì un enorme capitale in risorse finaziarie, militari, umane e di comunicazione politica. L’apparato propagandistico di cui Alfonso si servì fu degno della sua fama: solenni cerimonie feudali, opere pubbliche e artistiche, musica e poesia di argomento politico sono solo alcuni esempi, messi in luce e analizzati nell’opera. La ricerca, che vuol portare un contributo su un tema dibattuto, è stata condotta utilizzando un’ampia gamma di fonti storiche di diversa natura e documenti editi e inediti provenienti da diversi archivi italiani e spagnoli.

Luca Demontis si è laureato e ha conseguito il dottorato di ricerca in storia medievale all’Università degli Studi di Milano. Nel 2009 ha ottenuto l’European Doctorate in the Social History of Europe and the Mediterranean all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Dal 2010 al 2012 assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Cagliari, ha incentrato le sue ricerche sulla storia delle istituzioni politiche medievali e della comunicazione del potere nel Mediterraneo occidentale. Ha pubblicato numerosi articoli su riviste specializzate italiane e straniere e la monografia Raimondo della Torre patriarca di Aquileia (1273-1299). Politico, ecclesiastico, abile comunicatore, Edizioni dell’Orso, Alessandria, 2009.